VIGAMUS una Roma a colpi di console

INTRATTENIMENTO - ROMA

Il primo Museo italiano dedicato interamente al Videogioco, impegnato nella ricerca e nella divulgazione di conoscenze e strumenti legati a questa espressione digitale in continua evoluzione.

Roma è da sempre stata collegata alla storia antica e all’arte, frutto della sua tradizione millenaria. Una città sinonimo di un turismo culturale e impegnativo, che vuole scoprire le sue radici immergendosi nei resti della civiltà romana. Eppure ultimamente Roma è al centro di un delicato processo di modernizzazione, un tentativo coraggioso e spesso criticato per dare alla capitale la possibilità di evolversi, di parlare ai giovani e soprattutto di coinvolgerli. Un esempio innovativo e audace è Vigamus, il primo museo italiano dedicato completamente ai videogiochi.

Si tratta di un esperimento sociale importante, un nuovo approccio culturale che vuole dare spazio e voce a un’intera generazione, cresciuta insieme alla tecnologia, alla televisione e specialmente ai videogiochi. Sembra quasi una provocazione. I musei sono dei custodi silenziosi dei ricordi storici, dove conserviamo i resti del nostro passato per non dimenticarci da dove veniamo. Invece i videogiochi rappresentano il presente, la gioventù. Ma come spiegato dal direttore, Marco Accordi Ricards, la storia dei videogiochi conta ormai 60 anni. Inoltre il Museo del Videogioco di Roma non vuole essere un mero spazio espositivo, un tempio dei ricordi, ma uno spazio in continua evoluzione.

Il Museo del Videogioco: cos’è e come è strutturato
Vigamus, il Museo del Videogioco di Roma, è nato nel 2013 e da allora è gestito dall’omonima Fondazione Vigamus, un ente riconosciuto dal ministero dei Beni Artistici, Culturali e del Turismo. La struttura del museo è suddivisa in diverse aeree espositive, con 36 diverse postazioni multimediali. Punto focale è l’area centrale che ospita le mostre più importanti, mentre ai lati si aprono le tre grandi aree interattive dove vengono installate le mostre temporanee. Il percorso del museo è stato pensato appositamente per facilitarne la fruizione a grandi e bambini, con una forte predominanza di elementi visivi di grande impatto.

Passando per le varie sale è possibile ripercorrere tutta la storia dei videogiochi, dalle rudimentali console dei primi anni sessanta fino ai più moderni sistemi interattivi con tecnologia 3D. La visita parte con la mostra centrale, dove attraverso dei nuclei tematici si può ammirare la prima console del mondo ad essere stata commercializzata, la Magnavox Odyssey, passando per il Commodore e le saghe narrate di Infocom. Si possono trovare e provare i vecchi Arcade, le cabine per videogiochi che spopolavano tra gli anni ’80 e ’90, i primi giochi in console per pc, fino ai futuristici e moderni visori per il mondo virtuale. Nella Oculus Room è possibile provare gli innovativi Oculus Rift, gli occhiali per la visione virtuale di ultima generazione che stanno già iniziando a spopolare.


Non mancano i pezzi unici e rari, come i Master Disks di Doom, lo sparatutto più popolare di sempre creato nel 1994, oppure il computer BBC Micro di Dino Dini, sul quale venne realizzato il primo videogioco della saga Kick Off, che prima della nascita di Fifa fece impazzire milioni di ragazzi sulla console Amiga. Nel Museo del Videogioco sono esposte anche delle vere e proprie opere d’arte, realizzate da artisti in omaggio al mondo del gaming, come i ritratti Game Masters che rappresentano i 9 personaggi più importanti nello sviluppo dei videogiochi. Diverse le installazioni all’interno del museo Vigamus. Tra le migliori e più suggestive vi segnaliamo la spettacolare ambientazione scenografica per Steel Battalion, il videogioco fantascientifico giapponese dove un temerario robot gigante deve combattere per il futuro dell’umanità.

Come raggiungere il Museo del Videogioco di Roma
Il Museo del Videogioco si trova a Roma in zona Prati, esattamente in via Sabotino 4. È facilmente raggiungibile tramite la metropolitana. Da Termini basta prendere la linea A in direzione Battistini, scendere alla fermata Lepanto e proseguire a piedi per circa 800 metri, passando per piazza Mancini fino ad arrivare appunto a via Sabotino. In alternativa è possibile prendere l’autobus 30 a Lepanto per una fermata, riducendo la camminata a soli 300 metri.

Vigamus: orari di apertura e costi d’ingresso
Il Museo del Videogioco segue i seguenti orari d’apertura, dal martedì alla domenica dalla ore 10,00 alle 20,00, con chiusura settimanale il lunedì. Il museo rimane chiuso anche durante le principali festività, tra cui il 24, il 25, il 26 e il 31 dicembre, il primo gennaio, il giorno di Pasqua, quello di Pasquetta e il primo maggio. Il costo del biglietto d’ingresso è di 8€ l'intero e 5€ il ridotto, quest’ultimo usufruibile dai ragazzi fino ai 14 anni d’età, dagli over 65 e dalle persone diversamente abili regolarmente accompagnate. I bambini fino ai 5 anni d’età possono entrare gratuitamente, senza dover pagare nulla. Sono previsti 2€ di sconto per i possessori di Roma Pass.

5 Recensioni StelleStelleStelleStelleStelle

Gino - RomaStelleStelleStelleStelleStelle
gennaio 2018

Ho visitato Vigamus il mese scorso con la mia ragazza. Anche se lei non è un'amante dei videogiochi come me è riuscita lo stesso a divertirsi. Dentro il museo ci sono molti oggetti interessanti, alcuni estremamente rari. Inoltre le spiegazioni permettono di conoscere la storia dei primi apparecchi. Punto forte la sala dove provare i nuovissimi Oculus Rift per la realtà virtuale.

Sara - MantovaStelleStelleStelleStelleStelle
ottobre 2017

Sicuramente ero un po' scettica sulla possibilità di visitare o meno questo museo, ma mio figlio di 14 anni insisteva per venire. Alla fine io e mio marito siamo rimasti stupiti, perché nostro figlio ha dovuto letteralmente portarci via strappandoci le mani dalle console. Ottimo passatempo per trascorrere qualche ora in famiglia con leggerezza e un pizzico di nostalgia.

Max - RomaStelleStelleStelleStelleStelle
giugno 2017

Sono veramente rimasto stupito dal museo Vigamus. Pensavo fosse impossibile realizzare un progetto del genere ma gli organizzatori si sono superati. La struttura permette di seguire un percorso storico preciso, viaggiando indietro nel tempo fino alla nascita dei primi videogiochi. Tantissimi gli oggetti interessanti, alcuni dei quali ti fanno tornare bambino e per un momento nella giornata ti fanno dimenticare tutte le difficoltà della vita. Ottimo, da visitare assolutamente.

Franco - MilanoStelleStelleStelleStelleStelle
agosto 2016

Devo ammettere che il Museo del Videogioco di Roma probabilmente piace più agli adulti che ai bambini. Giocare con tutte quelle console di trent'anni fa non ha prezzo, sembra di ritornare adolescenti e di rivivere i tempi spensierati della gioventù. Lo raccomando per tutta la famiglia, il museo è ben organizzato e offre divertimenti adatti a tutte le età.

Gianluca - TorinoStelleStelleStelleStelleStelle
luglio 2016

Mentre ero a Roma, in vacanza con la mia famiglia, ho deciso di lasciare mia moglie in centro e recarmi con mio figlio di 9 anni al Museo del Videogioco. Nonostante sia lui l'appassionato di videogames bisogna dire che è impossibile non venire coinvolti. Ci sono troppe console e computer da gioco per non far riemergere i ricordi. Molto interessante, inoltre è possibile provare praticamente tutte le console, quindi il tempo vola via senza accorgersene.

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